Dal 28 giugno 2025 è entrato in vigore l‘European Accessibility Act (EAA), la norma che regola l’accessibilità dei siti internet in Europa e Italia.
Una norma che ha scatenato il panico tra designers e gestori di siti internet, grazie anche al carico di terrorismo aggiunto da web agency e operatori che vendono servizi IT.
Ho pensato quindi di fare un po’ di chiarezza, soprattutto a me stesso e ho raccolto un po’ di materiale ufficiale tra testi e podcast per sintetizzare ciò che dice la norma.
Ma andiamo un attimo con ordine.
In Italia esistono già delle normative che regolano l’accessibilità e quindi avevamo già un’infarinatura da questo punto di vista. Elenchiamole qui di seguito:
- La legge Stanca del 2004 che si applica alle Pubbliche Amministrazioni e alle imprese con un fatturato superiore ai 500mln (fatturato medio negli ultimi 3 anni).
- La legge 67 sulla discriminazione del 2007.
Disabilità permanente, temporanea e situazionale
La norma è stata scritta per rispondere alla necessità di persone con disabilità e in Italia si stima che circa un 25% della popolazione totale è affetta da disabilità. Ergo si può anche vedere questa norma in termini di opportunità, cioè l’applicazione del EAA ci darebbe la possibilità di raggiungere una buona fetta di mercato che prima non avevamo considerato.
La disabilità viene distinta in 3 categorie:
Disabilità permanente: ovvero una disabilità sempre presente (cecità, daltonismo, ipovisione etc).
Disabilità temporanea: ovvero una disabilità che si manifesta per un periodo di tempo limitato (ad esempio a causa di un intervento chirurgico o di una malattia curabile).
Disabilità situazionale: ovvero una disabilità determinata da una situazione in cui ci troviamo (ad esempio ci troviamo in una biblioteca, dobbiamo vedere un video con audio e non abbiamo con noi le cuffiette. Avere a disposizione i sottotitoli ci permetterebbe di vedere il video spegnendo l’audio per non disturbare i vicini).
A chi si applica il nuovo European Accessibility Act?
Si applica a tutte le imprese ad ECCEZIONE delle microimprese. Le condizioni che determinano la definizione di microimpresa in questo caso sono 2, e devono verificarsi entrambe. Quindi se una delle due condizioni non si verifica, non c’è l’obbligo di applicazione del EAA. Le condizioni che determinano la microimpresa sono:
- impresa con meno di 10 dipendenti
- impresa con meno di 2mln di Euro di fatturato annuale
Quali sono i servizi interessati all’applicazione?
L’applicazione del nuovo European Accessibility Act riguarda sia prodotti fisici che servizi. Noi adesso vediamo solo i servizi perchè interessano il nostro ambito di lavoro da web designer.
Quindi nella fattispecie l’EAA interessa:
- servizi bancari
- servizi commercio elettronico (e-commerce)
- servizi accesso a media audiovisivi
- servizi comunicazione elettronica
- servizi trasporto passeggeri
- ebook
L’applicazione vale anche per siti esistenti o solo per la costruzione di nuovi siti web?
La risposta a questa domanda è molto semplice. Anche i siti esistenti (quindi siti web appartenenti ad imprese con più di 10 dipendenti e un fatturato annuale superiore a 2mln di Euro) dovranno adeguarsi alla normativa. E dovranno farlo da subito.
Esistono tool o plugin automatici?
Chi, come me, lavora con WordPress si chiederà se esistono tool o plugin che permettono l’adeguamento di un sito in modo automatico. Purtroppo no, non esistono. E’ necessario effetuare un controllo manuale del sito e della User Experience per capire cosa risponde alla normativa e cosa invece è necessario mettere a punto. In alcuni casi, è necessario anche un audit con persone disabili che possano vagliare il sito e supportare i tecnici per meglio stabilire le azioni da compiere per l’adeguamento.
Alcune linee guida (WICAG)
Per avere un’idea di massima, l’European Accessibility Act stabilisce alcune linee guida che facilitano il lavoro tecnico del designer e dello sviluppatore. In particolare sono:
- Link non solo colorati ma anche sottolineati
- Immagini con alt compilato
- Video con sottotitoli
- Podcast audio con trascrizione testo scaricabili
- Rapporto del contrasto tra testo e sfondo superiore a 4.5 (Misurabile con un determinato fattore). Tranquilli, esistono tool online per misurare questo fattore.
Dichiarazione di Accessibilità
Come già esiste per i documenti della Cookie Policy e della Privacy Policy, anche l’European Accessibility Act necessita di una Dichiarazione di Accessibilità da rinnovare ogni anno che certifichi il monitoraggio dell’accessibilità del sito. In questo documento vanno inserite:
- tutte le info circa l’accessibilità e il criterio di audit fatto
- Cosa non è accessibile e perchè.
- I riferimenti utili necessari agli utenti che vogliono segnalare parti di sito non accessibili
Le sanzioni
Esistono già delle sanzioni che fanno riferimento alla vecchia legge Stanca. Sanzioni che arrivano fino al 5% del fatturato
Riguardo all’EAA abbiamo due livelli di sanzione:
- Da 5.000 a 40.000 Euro (in base alla gravità, tipo non avere la Dichiarazione di Accessibilità è già da sanzione). In questo caso AGID (l’Agenzia garante del monitoraggio) comunica all’azienda le azioni che deve intraprendere per mettersi in regola. L’azienda deve collaborare e relazionarsi con AGID per rimediare alla mancanza ed è obbligata a rimediare o dimostrare perchè non può adeguarsi.
- Se l’azienda non ottempera all’adeguamento si prevede un’ulteriore sanzione da 2.500 a 30.000 Euro
Questo è più o meno tutto, sintetizzato. Spero sia stato utile.
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